Morte Luana, ANPIT Firenze-Prato: “Fare impresa non può prescindere dalla sicurezza del lavoratore”

La presa di posizione congiunta del Presidente di ANPIT Firenze e della Responsabile ANPIT Prato

Prato, 6 ottobre 2021 – “La morte di Luana è la sconfitta di tutti e ci dimostra quanto ancora siamo indietro come cultura d’impresa. Il problema c’è e i numeri degli ultimi mesi parlano chiaro e impongono una riflessione complessiva” dichiarano congiuntamente Giorgio Gargiulo, Presidente di ANPIT Firenze e Alice Gigliotti, Responsabile ANPIT Prato. “Certo, la ripresa è difficile, le incognite di mercato sono tante, i sostegni latitano, le infrastrutture sono fatiscenti, ugualmente non si può tagliare sulla qualità del lavoro e dunque sulla salute o addirittura la vita del lavoratore. Fare impresa non può prescindere dalla sicurezza del lavoratore anche perché – rimarcano – ogni danno al lavoratore si traduce, immediatamente, in un danno all’azienda. Bisogna aver chiaro che anche un singolo infortunio penalizza l’azienda e quindi la sicurezza è un investimento a vantaggio di tutti”. ANPIT Firenze e Prato pone il problema dal punto di vista delle aziende: “La sicurezza è un investimento, non giriamoci intorno, ed è un costo. Per cercare di venire incontro ai virtuosi, che ci sono e che non sono affatto minoritari sebbene ci siano sempre tanti furbetti/colpevoli, bisognerebbe – concludono Gargiulo e Gigliotti – introdurre delle premialità o degli sgravi”.

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